La mia come al solito è un’interpretazione soggettiva, non ho ancora letto alcuna critica a proposito ( anche perché i critici musicali nelle loro recensioni si limitano spesso a parlare delle differenze, somiglianze, di sonorità, blà blà blà, di tracce belle o brutte senza però offrire una chiave di lettura di quel lavoro, per renderlo oltre che orecchiabile anche comprensibile, sempre che la musica in questione abbia un senso.. e forse è proprio la mancanza di senso che riduce i critici a non poter parlare)
Oggi sono andato a curiosare sul sito degli Air ( www.pocketsymphony.com ...come il loro ultimo album) a cercare una foto valida da pubblicare con questo post e sono rimasto stupito dalla bellezza del loro sito. E’ il più bello che ho mai visto, è un capolavoro, e sembra riflettere perfettamente il mood dei loro lavori- la musica di sottofondo poi è bellissima e azzeccatissima- Insomma non sbagliano mai un colpo, non lasciano mai nessuno interstizio, nessuna falla.
Ogni cosa è regolata, controllata, regolare, come la loro musica, come il loro sito, le loro foto,… ma mai vuota. Il loro modo di lavorare sembra essere così maniacale e preciso che non puoi togliere una cosa senza rompere quelle composizioni così fragili e in bilico.
Con questo non voglio dire che gli Air sono degli dei e che la loro è la musica più bella del mondo.
Il mio discorso è un altro e rimanda più che altro il loro modo di comporre, e riguarda in definitiva la loro poetica . E’ un po’ che li ascolto, non tanto,perché nonostante mi piacciano molto posso anche farne a meno. La mia è stata più che altro curiosità che si è poi rivelata una piacevole scoperta. La cosa che mi è parsa subito alle orecchie (mi riferisco soprattutto ai primi lavori) è la struttura delle loro canzoni, che appare regolare, simmetrica, dosata come se non si volesse o potesse sbilanciare, complice voluto anche l’uso dell’elettronica che qui sembra essere usata non tanto come tecnica, quanto come espressione.
Dalle loro canzoni traspare cioè un mondo controllato, rigoroso, che appunto non si cede a nessuna passione. L’emozione sembra cioè congelata in riff ripetuti, scansiti, riflessi, poi sovrapposti, come in processi tecnologici. Ma è proprio qui che secondo me gli Air sono dei maestri. Cioè è appunto questo mondo freddo che genera emozioni, che riflettono la loro provenienza, ma pur sempre emozioni. Mi viene adesso in mente il video di Bjork dove i due robot si baciano e abbracciano come degli umani. Il paragone non è approppriatissimo, perché li è l’emozione vera che vince su quella tecnica, negli Air è esattamente il contrario a mio parere. E ciò che ci emoziona secondo me è forse il fatto che un po’ quelle emozioni sembrano averci toccato, o forse ne abbiamo solo paura, perchè sentiamo la vicinanza così pericolosa di quel mondo, che ormai ci ha quasi conquistato.Sembra una critica, la mia invece è più che altro un elogio, perché ritengo gli Air attualissimi, bravissimi , ma soprattutto unici per il genere di sensazioni che riescono a offire
Nessun commento:
Posta un commento